Bio e Contatti

paolavagnoliPaola Vagnoli – Lucca, Italia
Sono nata Pisa nel 1977, dove ho trascorso i primi anni dell’infanzia. In seguito, a causa della professione di mio padre, la mia famiglia si è spostata spesso, trascorrendo alcuni periodi a Roma e in Sud America, fra Brasilia e Rio de Janeiro. Sono tornata a Pisa per studiare storia moderna, ma ero affascinata dalla grafica e mi ci sono dedicata da freelance dal 1997, utilizzando lo pseudonimo di Pigmento Kappa, che a volte uso anche nella produzione artistica.
Nel 2008 sono diventata socia dell’agenzia grafica di cui sono attualmente direttore artistico.
Come designer, mi dedico alla pittura con l’ambizione di ritrovarmi non tanto nelle gallerie d’arte, ma nei salotti, dove le mie tele possano arredare e, allo stesso tempo, intrattenere gli sguardi in vere e proprie conversazioni, a volte frivole, a volte insidiose come i labirinti che rappresentano.
La provenienza dal mondo della grafica si traduce anche nella tecnica pittorica. Utilizzo spesso i marker per il disegno, che coloro poi con l’acrilico,  diluendolo come un acquarello. Il risultato è volutamente approssimativo: in alcune zone la trama della tela rimane quasi nuda, con lo stesso effetto di uno schizzo su carta.
Oltre che dai graffiti contemporanei e dagli sketches industriali, mi sento ispirata dall’astrattismo della prima metà del novecento, soprattutto dai piccoli acquarelli di Paul Klee e dalle tendenze grafiche coltivate presso il Bauhaus.

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Bio English version

Paola Vagnoli was born in Pisa in 1977, where she spent most of her childhood. The family moves often afterwards due to her father’s work, spending periods of time between Rome and South America, in particular in Brasilia and Rio de Janeiro. She returns to Pisa to study modern history at the University of Pisa, but she is drawn to graphic design and she starts working as a freelance designer in 1997 with the pseudonym Pigmento Kappa, that she sometimes uses for her artistic production as well.

In 2008 she became a partner at her design studio where she acts as Artistic Director.
As a designer, she paints with the aim to find herself in people’s living rooms rather than in the art galleries, where her canvases would not only be a piece of the decor, but a focus for the wandering eye, a point of conversation, sometimes flighty, sometimes insidious, like the labyrinths they represent.
Her graphic design background shows itself in her paintings. She often uses graphic design markers that she colors with acrylic, diluting it in some points almost to the transparency of watercolor. The result is purposefully approximated: the canvas’ texture is almost naked in some parts giving it the effect of a sketch on paper.
She gets her inspiration from contemporary graffiti and industrial sketches, but also from the abstract art of the first half of the 20th century, in particular by Paul Klee small watercolors and the graphic tendencies within the Bauhaus movement.